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TONYLAMUERTE ONEMANBAND

 

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Volumi fuorilegge e urla che mettono a dura prova le corde vocali in un sound che mescola le sonorità blues del Mississippi all’irruenza dell’hardcore: questo è Tonylamuerte Onemanband.
Reduce da passate esperienze musicali in ambito stoner rock, Tonylamuerte inizia a sperimentare in solitaria una forma distorta ed urlata di alternative blues, gestendo un set di batteria con i piedi mentre canta e suona la chitarra resofonica con una basilare ma feroce tecnica slide.
Lui stesso definirà spesso la sua musica come “blues estremo”.

Il primo disco – DimonioColombo – autoproduzione del 2011 lo impone all’attenzione della scena locale e nell’ambiente si inizia a parlare di lui. Contemporaneamente, supportato dal proprio canale Youtube contenente svariate esibizioni live, il suo modo selvaggio di proporsi sul palco diventa un marchio di fabbrica.

L’artista vicentino che ha già alle spalle centinaia di live in meno di tre anni di carriera, accompagna al suono della chitarra resofonica e al tocco dello slide liriche rigorosamente in madrelingua, che riescono a far recepire al pubblico l’ironia ed il suo sguardo ghignante verso il mondo.

Sudore, passione, rumore, irriverenza e provocazione si riversano ne “Il Tonico Caprone”, ultimo lavoro di Tonylamuerte Onemanband.
Un disco, registrato a marzo 2013 presso l’Hate Recording Studio di Rosà (VI) da Maurizio Baggio, che segna una svolta nel percorso artistico di Tony: i suoni infatti si fanno più saturi ed i contenuti diventano più tenebrosi rispetto al lavoro precedente.

Ventitré tracce, da ascoltare ad alto volume, in cui Tony affronta quasi esclusivamente il tema della morte e del “lato oscuro” della vita.

Tonylamuerte Onemanband: l’onestà del blues ed il sudore dell’hc.

Il 2015 è comunque l’anno della svolta. Il cambio di set up diventa netto: la batteria acustica viene sostituita da dei pad ed una trigger machine, il suono di chitarra – nonché di armonica – si arricchisce con octaver e delay, i riff vengono conditi con dei controtempi prodotti da una drum machine e da suoni elettronici.
Viene abbandonata la formula scarna ed estrema delle prime produzioni e viene abbracciato uno stile oscuro e contaminato definito da Tony come “bluestronica”.
L’obiettivo si rinnova: vengono adottati i classici strumenti del blues, come l’armonica, la chitarra e la tenuta del ritmo con il piede, per proiettarli verso uno scenario futuristico e decadente.
Il nuovo disco, intitolato “La Fine più infame”, registrato al Lost in Space Studio di Vicenza è tutto questo.
Tonylamuerte, nella sua fotografia attuale, si conferma come un musicista sempre in movimento, che non ha paura di sperimentare e di stupire il pubblico.
Tonylamuerte Onemanband. Bluestronica anno zero.

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