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GINAH

 

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BIOGRAFIA

“GINAH è 3 persone”, così gli piace definirsi, un’entità unica con 3 teste.
Il progetto GINAH nasce nel 2006 da uno split di una precedente esperienza con un interessante seguito nella scena Vittoriese, gli Asilonido. I GINAH nella loro formazione originaria sono Ralph Rosolen (piano, rhodes, synth), Roberto Papa (chitarra, basso), Dario Lot (batteria). I tre, tutti di Refrontolo, un piccolo paese della zona collinare di Conegliano e Vittorio Veneto sono amici da sempre, condividono la passione per la natura, meravigliosamente potente e non sempre benevola, dei propri luoghi. I riferimenti musicali sono i più svariati (Radiohead, Slint, Nine Inch Nails, Pink Floyd, Tool, Beatles, Swans, SigurRos, Godspeed, Boards of Canada…).
I GINAH hanno mosso i primi passi suonando nei locali della zona (Bianconiglio, Mavv, Zion, Apartamento Hoffman) ottenendo l’attenzione interessata e l’apprezzamento di un pubblico colto ed esigente. Si sono esibiti sul palco del CSO Rivolta di Marghera, hanno partecipato a diversi festival della zona come il Rock at Tarz, hanno aperto il concerto degli americani This Will Detroy You ed hanno suonato all’Home festival di Treviso sul palco della Go Down Records.
I GINAH hanno alternato in questi anni di attività periodi di grande produttività e presenza a momenti di pausa più o meno lunghi, ma necessari per trovare ispirazione ed energia. Per i GINAH comporre un pezzo è un processo lungo e dispendioso, la loro modalità compositiva parte dall’improvvisazione in sala prove, ognuno apporta secondo la propria sensibilità, ci sono tre teste pensanti, è come un dialogo continuo in musica, ognuno “parla” attraverso il suo strumento, alla fine serve fermarsi, mettere insieme i pezzi del “discorso”, vedere se funziona, capire se ha un senso, raccogliere quanto di buono viene prodotto, plasmarlo, renderlo nella sua essenza e raffinarlo prima di presentarlo al pubblico. I GINAH sono molto esigenti sulla loro musica, non si ritengono talentuosi per cui devono faticare per ottenere il sound che si aspettano. I loro pezzi viaggianti e onirici derivano dai loro viaggi fisici e mentali, ma anche dal loro amore per i loro luoghi, per le loro colline e le loro montagne.
Nella primavera del 2013 i GINAH decidono di entrare in studio per fissare in un disco le loro idee. Scelgono il Garage Studio e si affidano per la produzione all’esperienza di Marco Pagot (Chinasky, Maya Galattici), il lavoro è lungo e certosino, non senza pause (come nello stile dei GINAH) per prendere fiato e vedere le cose dall’esterno. In alcuni loro pezzi vengono inseriti oggetti sonori di Giuseppe Piol, produttore, sperimentatore e compositore conosciuto nella scena elettro/trance underground come Bhasmantam. I GINAH non cantano, i loro pezzi sono strumentali, tuttavia nel disco ci sono gli interventi delicati e sognanti di Cristiana Buso (Geos) e la voce profonda ed evocativa di Jordan Buttignol. I GINAH completano le registrazioni e la produzione del loro lavoro a fine 2014, nel frattempo a alle 3 anime pulsanti del gruppo si aggiunge Michele Botteon che entra nella nuova formazione ufficiale a 4.
I GINAH stanno progettando un tour primaverile per promuovere il loro disco “Sorry For The Delay” (Garage Records) che partirà dai locali Vittoriesi per emigrare in Europa con date a Strasburgo e Berlino.
GINAH suona a fari spenti, con la testa bassa ed il cervello sulle nuvole.

BIOGRAPHY

“Ginah is 3 people”, so they like to be called, a single entity with three heads.
The project Ginah was founded in 2006 by a split of a previous experience with an interesting result in the scene Vittoriese, the Asilonido. The Ginah in their original formation are Rosolen Ralph (piano, rhodes, synths), Roberto Papa (guitar, bass), Dario Lot (drums). The three, all from Refrontolo, a small town in the hills of Conegliano and Vittorio Veneto have always been friends, shared a passion for nature, wonderfully powerful and not always benevolent, of their places. The musical references are varied (Radiohead, Slint, Nine Inch Nails, Pink Floyd, Tool, Beatles, Swans, Sigurrós, Godspeed, Boards of Canada …).
The Ginah have taken the first steps, playing in local clubs (White Rabbit (Biancconiglio), Mavv, Zion, Apartment Hoffman) getting the attention and appreciation of a cultured and demanding public. They have performed on stage at the CSO Rivolta of Marghera, they participated in various festivals in the area as the Rock at Tarz, they opened the concert for the Americans “This Will Detroy You” and played the Home Festival of Treviso on the stage of Go Down Records.
The Ginah have alternated in recent years of activity, periods of high productivity and presence of long breaks , but needed, to find inspiration and energy. For Ginah to compose a piece is a long and expensive process, their mode of composition by improvisation in the rehearsal room, everybody contributes according to its sensitivity, there are three talking heads, it’s like an ongoing dialogue in music, everyone “speaks” through his instrument, eventually need to stop, put together the pieces of the “speech”, see if it works, see if it makes sense, and gather the best produced, mold it, make it in its essence and refine it before presenting it to the public. The Ginah are very demanding about their music, they do not consider themselves talented and they must work hard to get the sound you expect. Their voyaging music and dreamlike, derive from their physical and mental travels, but also their love for their places, for their hills and their mountains.
In the spring of 2013 the Ginah decide to enter the studio to put down their ideas. Choose the Garage Studio and rely for the production on the experience of Marco Pagot (Chinasky, Maya Galattici), the work is long and painstaking, not without breaks (as in the style of Ginah) to take a breath and look at it from the outside . In some of their pieces they placed sound objects of Giuseppe Piol, producer, composer and experimentor known in the scene electro / trance underground as Bhasmantam. Ginah do not sing, their pieces are instrumental, but there are interventions in the delicate and dreamy voice of Christian Buso (Geos) and the deep and evocative voice of Jordan Buttignol (Dogs in a flat). The Ginah complete recordings and theproduction of their work at the end of 2014, meanwhile Roberto Popa, one of the 3 core member of the group , replaces Michele Botteon who will play in the next lives.
The Ginah are planning a spring tour to promote their album “Sorry For The Delay” (Garage Records) which will start from Vittorio Veneto to emigrate to Europe with dates in Strasbourg and Berlin.
Ginah play without headlights, with their heads down and the their brains in the clouds.

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