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CARAVANSERAI

 

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BIOGRAFIA

Jacopo Mazzer: voce, pianoforte, chitarre, violino, sintetizzatori
Luca Lunardi: chitarre, voci
Loris Lunardi: batteria e percussioni
Massimiliano Da Rodda: basso
Raffaele Lunardi: chitarre, sintetizzatori, voci

Le esperienze personali dei cinque musicisti, che provengono da percorsi autonomi, si fondono in un sound multiforme, originale e prepotente.
Caratteristica peculiare del gruppo è l’improvvisazione live, che sfocia in esibizioni vissute e viscerali. Benché la resa sonora del gruppo derivi da uno scrupoloso lavoro in studio, dal vivo le canzoni sono fuse e forgiate nuovamente ogni sera, all’incrocio tra l’interpretazione dei musicisti e le attese del pubblico.

La loro musica è stata definita “tropical” per l’impasto denso e stratificato della strumentazione, che catapulta l’ascoltatore in una vera e propria giungla sonora, fatta di spunti cangianti e inattesi. Il risultato è un sound corposo, a tre dimensioni, che sfocia in una sorta di grande ritmo equatoriale, capace di colpire sia alla testa e che allo stomaco.

I testi, in inglese, trattano tematiche personali e seguono talvolta le piste dell’inconscio, con incursioni nella sfera dell’onirico; non mancano però di gettare uno sguardo caustico e dissacrante sulla società contemporanea.
L’orizzonte del sogno e dell’irrazionale ricorre anche nei lunghi strumentali, incastonati liberamente all’interno dei pezzi e introdotti dalla voce, nella sua impostazione di forte stampo teatrale.

I Caravanserai vantano un’intensa esperienza live, dal 2008 ad oggi sono saliti in tutti i palchi dei migliori rock club e festival del nord-Italia. Hanno inoltre avuto l’onore di aprire i concerti di: Jennifer Gentle+Verdena, The Veils, Brunori Sas, The Niro, Adriano Viterbini, Funeral Suits e molti altri. Dopo alcuni ep autoprodotti, pubblicano il loro primo full-length, “Feral”, il 20 aprile 2015 per l’etichetta Garage Records, anticipato dal video del primo singolo “The Day Is One”.

FERAL

Un album corposo, volutamente pieno, tridimensionale, talvolta saturo. Un lavoro che vuole mettere in mostra ogni piccola piega della pelle del gruppo. Un disco che vuole stupire, affermando con ferocia che si può/deve chiedere di più al quadro sonoro, nel 2015. Voci effettate, chitarre riverberate, orchestrazioni infinite, pianoforti e sintetizzatori vintage che s’intrecciano a strumenti giocattolo. Più di ottocento tracce registrate, in più di due anni di lavoro. Una fatica immane, se collocata poi all’interno del panorama musicale odierno, piuttosto semplice e univoco.

Una giungla sonora, dove il confine tra uomo e animale risulta molto sottile, da cui il titolo del disco.

La musica fa da precisa cornice ai protagonisti, non del tutto immaginari, dei testi. Personaggi in cerca di una meta, che rappresentano causticamente una generazione disillusa dal mondo e dal tempo. Una generazione di naufraghi, senza alcun riferimento sociale e culturale, nemmeno un piccolo approdo che possa farli sentire al sicuro. Il grido finale, “We are castaways”, non lascia spazio all’immaginazione.

Una nota particolare va data alla veste grafica voluta per l’album, concessa dallo studio francese Zim&Zou, che si occupa principalmente di oggetti realizzati interamente in carta. Anche in questo caso i Caravanserai non si sono voluti risparmiare, ricercando una certa raffinatezza e cura dei particolari, sottolineando l’importanza del supporto fisico, a corredo della musica.

BIOGRAPHY

Jacopo Mazzer: vocal, piano, violin, keyboards and synthesizers, guitar.
Luca Lunardi: guitars, backing vocals.
Loris Lunardi: drums and percussion.
Massimiliano Da Rodda: bass.
Raffaele Lunardi: guitars, synthesizers, backing vocals.

Five musicians with their personal experiences of music and life, whose collaboration created a multiform, powerful and pure sound.
Improvisation is a distinctive trait of the band, which makes their performances rich and visceral. They work meticulously inside the studio, however their songs are fused and reshaped at every show, according to the mood of the band and audience’s expectations.
Caravanserai’s music has been described as “tropical” because of the density and stratification of musical instruments that lure the spectators into a jungle made of sounds, promising of iridescent and unexpected moments. The result is a full-bodied three-dimensional sound, transforming into a big equatorial rhythm able to resonate both in your head and stomach.

The lyrics talk about personal experiences, sometimes walking down the path of the Unconscious and the Dreamlike; however they don’t miss the opportunity to criticize contemporary society.
A dreaming and irrational aspect is present also in the long instrumental parts, flowing free in the songs, introduced by the voice, with a strong theatrical tone.

Caravanserai have performed on important stages, at rock clubs and festivals all around Italy. They shared the stage with Jennifer Gentle + Verdena, The Veils, Funeral Suits, The Niro, Brunori Sas, Adriano Viterbini (from Bud Spencer Blues Explosion) and many others.
After two self-produced eps, they released their first full-length album, “Feral”, on the 20th of April 2015 for the recording label Garage Records (IT). The song “The Day Is One” was chosen as first single from this album.

FERAL

A three-dimensional full-bodied album, overfilled sometimes. A work that wants to display every bit of the band’s skin. An album that wants to astonish, energetically declaring that, in 2015, people should ask music for something more. Voices full of effects, reverberated guitars, endless orchestrations, vintage pianos and synthesizers interwoven with toy instruments. Over eight hundred tracks recorded during over two years. A huge effort for a small band, if you consider the current one-way oriented music scene.

A resounding jungle in which the line between man and animal is really thin: a feral work.

Here music is a perfect frame for the lyrics’s characters, not entirely unreal. They are desperately searching for something, a goal in their lives, They represent all the disillusioned people out there in the world who feel like they can’t find a place in the contemporary age.
A castaway generation, without any social or cultural reference, not even a small port that would make them feel safe. The album’s final shout, “We are castaways”, doesn’t leave room for imagination.

Something really special about “Feral” is its graphic and art cover, a masterpiece by the French atelier Zim&Zou, popular for working with objects entirely made of paper. Caravanserai’s attention to details affects every part of this album and Zim&Zou’s artwork highlights the importance of the physical support accompanying music.

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